L’emergenza Coronavirus in corso, oltre ad avere sospeso le cerimonie sia religiose che civili, ha anche cambiato l’iter relativo alle pubblicazioni del matrimonio, sono infatti molte le coppie di futuri sposi che si sono viste costrette a rinviare il loro matrimonio a data da destinarsi. Ma cosa succede ora? Quali sono le azioni da intraprendere?

Tra le tantissime disposizioni del decreto legge “Cura Italia” emanato lo scorso 17 marzo (e che è attualmente in votazione al Senato, per essere approvato e/o modificato), infatti, si prospetta unaproroga dei termini di scadenza delle affissioni al Comune.

la proroga prevista dal decreto legge “Cura Italia” ha efficacia proprio sull’ultimo punto, cioè sulla validità del “certificato di eseguita pubblicazione”.

Pubblicazioni matrimonio: come funziona

Andiamo per ordine e vediamo come funziona il procedimento che gli sposi devono seguire prima e dopo le pubblicazioni.

  • La pubblicazione deve essere richiesta da entrambi gli sposi all’ufficiale di Stato Civile del Comune in cui uno dei due ha la propria residenza; e avrà poi luogo in entrambi comuni di residenza degli sposi (se sono diversi).
  • La richiesta va compilata con i propri dati anagrafici e dove dovete allegare il certificato che attesta l’assenza di impedimenti matrimoniali.
  • Una volta ricevuto il via libera alle affissioni da parte dell’ufficiale di Stato Civile del Comune, la pubblicazione dovrà rimanere affissa per 8 giorni.
  • Trascorsi questi 8 giorni, dovranno passare almeno altri 3 giorni per eventuali opposizioni.
  • Superati 8+3 giorni, l’ufficiale del Comune rilascia il certificato di eseguita pubblicazione. E i documenti – sia civili che religiosi – avranno una validità di 6 mesi

Proroga delle pubblicazioni matrimonio ai tempi del Coronavirus

L’articolo 103 del Decreto Legge del 17 marzo 2020 recita così: “Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020”.

Cosa vuol dire in pratica?

Che è stata prevista una proroga dei termini di scadenza di tutte le affissioni fatte tra  il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020, per cui non si terrà conto del periodo già trascorso tra la data della propria pubblicazione e il 15 aprile.

Quindi, il CALCOLO DA FARE è questo:

  • Conta i giorni che intercorrono dall’affissione della tua pubblicazione al Comune fino al 15 aprile.
  • Somma il risultato a 180, ovvero il numero dei giorni entro i quali (per legge) deve avvenire la celebrazione del matrimonio.
  • Il risultato equivale al tempo di validità delle tue pubblicazioni, naturalmente contando i giorni a partire dalla data dell’affissione.

Come da procedura, infatti, ogni matrimonio può essere celebrato a partire dal 12º giorno dalla data di pubblicazione entro e non oltre il 180º giorno. Se il matrimonio non viene celebrato in questo arco di tempo, la pubblicazione si considera decaduta e bisogna ricominciare l’intera procura dall’inizio.